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Il vertice ONU sul clima si conclude con un accordo finanziario annuale da 300 miliardi di dollari

Le nazioni sviluppate si impegnano a triplicare i finanziamenti per il clima a favore dei paesi più poveri entro il 2035, sebbene molti stati in via di sviluppo definiscano l'accordo insufficiente.

Di Planet Earth News World Desk· Pubblicato 2026-08-20· 5 min read
PENN Explainer

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La Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, nota come COP29, si è conclusa a Baku, in Azerbaigian, con un nuovo accordo globale sulla finanza per il clima. Le nazioni sviluppate si sono impegnate a fornire almeno 300 miliardi di dollari ogni anno entro il 2035 per aiutare i paesi più poveri. Questo denaro ha lo scopo di aiutare queste nazioni a passare all'energia pulita e a proteggersi da condizioni meteorologiche estreme. L'accordo è stato raggiunto dopo due settimane di intensi negoziati che sono durati ben oltre la scadenza prevista. Questo nuovo obiettivo è chiamato New Collective Quantified Goal (Nuovo obiettivo collettivo quantificato) e sostituisce un precedente impegno di 100 miliardi di dollari all'anno. L'accordo mira a triplicare la quantità di denaro pubblico e privato destinata al mondo in via di sviluppo per l'azione climatica. I sostenitori dell'accordo affermano che esso fornisce un chiaro percorso da seguire per la cooperazione globale. Tuttavia, l'importo finale è stato molto inferiore a quanto molte nazioni avevano originariamente richiesto. I rappresentanti di diverse nazioni in via di sviluppo hanno espresso profonda delusione per l'esito finale del vertice. I delegati di paesi come la Bolivia e la Nigeria hanno sostenuto che la cifra di 300 miliardi di dollari non è sufficiente per affrontare la portata della crisi. Hanno sottolineato che il costo reale dei disastri climatici nelle loro regioni è già molto più elevato. Queste nazioni avevano spinto per un obiettivo più vicino a 1,3 trilioni di dollari all'anno. Alcuni funzionari del Sud del mondo hanno usato un linguaggio forte per descrivere la loro frustrazione per l'accordo. Hanno definito l'obiettivo di 300 miliardi di dollari "insultante" e "debole" rispetto ai bisogni delle loro popolazioni. Questi leader ritengono che le nazioni più ricche, che storicamente hanno prodotto più inquinamento, non stiano facendo abbastanza per aiutare. Temono che, senza un maggiore sostegno, non saranno in grado di raggiungere i propri obiettivi ambientali. Il Segretario generale dell'ONU, António Guterres, ha parlato alla stampa al termine della conferenza. Ha riconosciuto che l'accordo non era perfetto e che nessun paese ha ottenuto tutto ciò che voleva. Tuttavia, ha esortato la comunità internazionale a vedere l'accordo come una base necessaria per il lavoro futuro. Guterres ha sottolineato che la necessità di un'azione per il clima è urgente e che il tempo sta per scadere. L'Unione Europea e gli Stati Uniti sono stati tra i principali sostenitori del testo finale. Un rappresentante della delegazione dell'Unione Europea ha dichiarato che l'obiettivo di 300 miliardi di dollari aiuterà ad attrarre molti più investimenti privati. Credono che, utilizzando fondi pubblici per ridurre i rischi, la quantità totale di denaro disponibile potrebbe eventualmente raggiungere 1,3 trilioni di dollari. Questa prospettiva si concentra sul ruolo dei mercati e delle aziende private nel risolvere la crisi climatica. Questo incontro è stato ampiamente definito la "COP della finanza" perché il denaro era la questione centrale sul tavolo. I negoziatori hanno trascorso molte ore a dibattere su chi dovesse contribuire al fondo e quali paesi dovessero ricevere il maggior aiuto. Ci sono stati anche disaccordi sul fatto che le economie in rapida crescita dovrebbero essere tenute a pagare nel sistema. Alla fine, la responsabilità è rimasta principalmente in capo alle nazioni tradizionalmente sviluppate. Oltre ai numeri finanziari, alcuni critici erano preoccupati per il linguaggio riguardante i combustibili fossili. Al vertice dello scorso anno a Dubai, i paesi hanno concordato di iniziare a "transitare lontano" da carbone, petrolio e gas. Alcuni delegati a Baku hanno ritenuto che il nuovo accordo non abbia fatto abbastanza per rafforzare tale impegno. Hanno sostenuto che fornire denaro è utile solo se il mondo ferma anche le attività che causano il riscaldamento globale. L'obiettivo di 300 miliardi di dollari dovrebbe essere pienamente attuato entro il 2035. Questa tempistica offre ai governi e alle banche internazionali un decennio per cambiare le proprie abitudini di spesa e trovare nuove fonti di entrate. Si prevede che i fondi proverranno da una varietà di fonti, inclusi sussidi governativi diretti e prestiti a basso interesse. Il modo in cui questo denaro viene tracciato e riportato sarà un focus importante dei futuri incontri. L'attenzione della comunità internazionale si sposta ora verso il prossimo grande vertice, la COP30. Quell'incontro dovrebbe svolgersi a Belém, in Brasile, che si trova nella regione amazzonica orientale. I leader sperano che tenere la conferenza in una foresta pluviale evidenzierà l'importanza di proteggere la natura. Il Brasile ha già indicato di voler vedere obiettivi ancora più ambiziosi per ridurre le emissioni di gas serra. Il cambiamento climatico continua ad avere un impatto significativo sulla stabilità globale e sulla salute umana. Dall'innalzamento del livello del mare nel Pacifico alle gravi siccità in Africa, gli effetti sono avvertiti in ogni continente. Questo accordo è una parte fondamentale dell'Accordo di Parigi, che cerca di limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi Celsius. La cooperazione internazionale è considerata essenziale perché nessun singolo paese può risolvere il problema da solo. Sebbene l'accordo di Baku sia controverso, esso segna una nuova fase nello sforzo globale per finanziare la resilienza climatica. Il mondo guarderà ora da vicino per vedere se i 300 miliardi di dollari promessi raggiungeranno effettivamente le comunità che ne hanno più bisogno. Il successo dell'accordo sarà misurato in ultima analisi dal fatto che porti a cambiamenti reali sul campo. Per ora, il dibattito sulla giustizia climatica e sulla responsabilità finanziaria continua.
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