L'Alta Corte di Fukuoka stabilisce che il divieto giapponese del matrimonio tra persone dello stesso sesso è incostituzionale
La sentenza segna l'ottava vittoria per i sostenitori dell'uguaglianza matrimoniale in una serie di sfide legali a livello nazionale.


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L'Alta Corte di Fukuoka in Giappone ha emesso una sentenza significativa il 13 dicembre 2024, dichiarando che il rifiuto del paese di riconoscere legalmente il matrimonio tra persone dello stesso sesso è incostituzionale. Il giudice presidente Takeshi Okada ha dichiarato che le attuali disposizioni del diritto civile che vietano il matrimonio tra coppie dello stesso sesso violano il diritto fondamentale al perseguimento della felicità. Questo diritto è esplicitamente garantito dalla Costituzione giapponese. La corte ha inoltre stabilito che il divieto è in conflitto con le tutele costituzionali riguardanti la dignità individuale e l'uguaglianza essenziale di tutte le persone.
Questa decisione rappresenta l'ottava volta che un tribunale giapponese dichiara il divieto incostituzionale o quasi, su un totale di nove sentenze dal 2019. Segna anche la terza vittoria consecutiva presso un'alta corte per i querelanti, dopo sentenze simili a Sapporo e Tokyo all'inizio dell'anno. Le sfide legali sono state portate da varie coppie in tutto il paese che sostengono di dover godere degli stessi diritti legali e privilegi delle coppie eterosessuali. Il governo giapponese ha storicamente sostenuto che l'Articolo 24 della costituzione, che descrive il matrimonio come un'unione basata sul mutuo consenso di entrambi i sessi, non includa le unioni tra persone dello stesso sesso.
Tuttavia, esperti legali e querelanti sostengono che questa interpretazione sia obsoleta e discriminatoria. La Federazione degli ordini degli avvocati del Giappone ha ripetutamente chiesto al governo di rivedere la legislazione per riconoscere il matrimonio tra persone dello stesso sesso al fine di risolvere le continue preoccupazioni sui diritti umani. Nonostante la serie di sentenze favorevoli delle alte corti, la questione rimane irrisolta a livello legislativo nazionale. Il Giappone è attualmente l'unico membro del Gruppo dei Sette paesi industrializzati che non riconosce il matrimonio tra persone dello stesso sesso o non fornisce tutele legalmente vincolanti per le coppie LGBTQ+.
Sebbene la recente sentenza di Fukuoka sia una pietra miliare importante, il governo non ha ancora segnalato un cambiamento immediato nella politica. Si prevede che i casi arriveranno infine alla Corte Suprema del Giappone per una sentenza definitiva. Sarà necessaria una decisione unificata della Corte Suprema per chiarire il rapporto tra le garanzie costituzionali di uguaglianza e il diritto di famiglia esistente. Fino ad allora, il panorama legale rimane complesso mentre i tribunali di grado inferiore continuano a esprimersi sulla questione.
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