Il Congresso messicano avanza verso una revisione costituzionale per eleggere tutti i giudici federali tramite voto popolare
La riforma legale proposta sostituirebbe l'incarico giudiziario con elezioni pubbliche dirette per circa 7.000 magistrati e ristrutturerebbe la Corte Suprema.


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I legislatori in Messico stanno avanzando con un ampio pacchetto di emendamenti costituzionali progettati per ristrutturare fondamentalmente il sistema giudiziario del paese. La legislazione proposta cerca di sostituire l'esistente sistema di nomina basato sul merito per i magistrati federali con elezioni popolari. Se emanate, le misure altererebbero il funzionamento della magistratura sia a livello federale che statale, segnando una delle ristrutturazioni strutturali più sostanziali del quadro legale messicano negli ultimi decenni.
Secondo l'attuale legge messicana, i giudici federali sono nominati attraverso esami competitivi e valutazioni amministrate dalla Scuola di Formazione Giudiziaria Federale. I candidati che superano rigorosi accertamenti tecnici e dimostrano competenza amministrativa possono assicurarsi incarichi a lungo termine ed eventualmente ottenere un mandato a vita dopo sei anni di servizio giudiziario. Il pacchetto di riforme, inizialmente redatto sotto l'ex presidente Andrés Manuel López Obrador e mantenuto nell'agenda legislativa, rimuove interamente il mandato giudiziario a vita a favore di termini fissi di nove anni decisi dal voto pubblico.
Secondo le regole proposte, i candidati alla carica giudiziaria non sarebbero più selezionati esclusivamente attraverso esami professionali. Invece, la presidenza, il Congresso federale e la Corte Suprema compilerebbero liste di candidati tra cui gli elettori potrebbero scegliere in elezioni locali periodiche all'interno di ogni distretto giudiziario. Il piano richiederebbe la sostituzione di circa 1.650 giudici federali attualmente in carica in due cicli elettorali distinti. Anche le legislature statali sarebbero obbligate a modificare le loro costituzioni locali entro 180 giorni per applicare il modello di elezione popolare a circa 5.000 giudici e magistrati statali.
Il pacchetto di riforme ristruttura anche il banco più alto della nazione, la Corte Suprema di Giustizia della Nazione. La legislazione riduce il numero totale di ministri della Corte Suprema e ne accorcia i termini ufficiali di servizio. Inoltre richiede un'elezione a livello nazionale per sostituire tutti i membri attivi della corte, introducendo al contempo procedure giudiziarie specializzate che consentono ai magistrati che gestiscono determinati casi di criminalità organizzata di presiedere senza divulgazione pubblica delle loro identità negli atti giudiziari.
Oltre alla ristrutturazione giudiziaria diretta, l'iniziativa costituzionale include disposizioni che espandono l'elenco dei reati soggetti a detenzione preventiva obbligatoria. Gli attuali protocolli sui diritti umani stabiliti dagli organismi internazionali generalmente scoraggiano la detenzione automatica senza una revisione giudiziaria individualizzata. Le proposte richiederebbero ai giudici di ordinare la detenzione immediata per diversi reati specifici, indipendentemente dalle valutazioni sul rischio di fuga o dalle prove specifiche del caso presentate durante le udienze preliminari.
Gli sforzi di riforma hanno scatenato un significativo dibattito legale tra giuristi, associazioni forensi e organizzazioni della società civile in tutte le Americhe. Juanita Goebertus, direttrice per le Americhe presso Human Rights Watch, ha espresso preoccupazioni formali riguardanti il pacchetto legislativo, affermando che sostituire i percorsi giudiziari di carriera con ballottaggi politici rischia di erodere l'indipendenza strutturale dei tribunali. Gli osservatori dei diritti umani sottolineano che gli standard internazionali richiedono che i processi di nomina giudiziaria rimangano rigorosamente radicati nel merito professionale, nella valutazione oggettiva e nell'isolamento da pressioni partitiche esterne.
In risposta all'iniziativa legislativa, i dipendenti del ramo giudiziario, gli impiegati federali e i magistrati hanno organizzato scioperi diffusi e manifestazioni pubbliche a Città del Messico e nelle capitali regionali. I sindacati del personale legale sostengono che la rimozione delle tutele di carriera mina decenni di lavoro spesi a professionalizzare il personale amministrativo dei tribunali. I manifestanti hanno sostenuto che le elezioni aperte potrebbero esporre i giudici locali a pressioni esterne da parte di gruppi politici ben finanziati o organizzazioni di interesse privato che operano all'interno di giurisdizioni regionali controverse.
I sostenitori della revisione costituzionale sostengono che le elezioni popolari siano essenziali per frenare la corruzione istituzionale e ripristinare la fiducia dei cittadini nel sistema giudiziario. I sostenitori del governo sostengono che la tradizionale struttura di carriera giudiziaria sia diventata insulare e non sia riuscita a rispondere rapidamente ai reclami pubblici riguardanti l'accesso legale e l'arretrato amministrativo. I proponenti sostengono che sottoporre i giudici a votazioni pubbliche renderà i tribunali direttamente responsabili verso i cittadini comuni piuttosto che verso addetti ai lavori legali e comitati amministrativi non eletti.
Gli organismi legali internazionali stanno osservando da vicino il processo legislativo, citando trattati vincolanti sui diritti umani ratificati dal Messico. La Corte Interamericana dei Diritti Umani ha precedentemente valutato i meccanismi di detenzione messicani, stabilendo in sentenze precedenti che la detenzione preventiva obbligatoria senza udienze individualizzate viola i diritti fondamentali alla libertà personale e la presunzione di innocenza ai sensi della Convenzione Americana sui Diritti Umani. Gli osservatori notano che ulteriori sfide legali potrebbero emergere davanti ai tribunali internazionali se la legislazione finale dovesse entrare in conflitto con gli obblighi regionali dei trattati.
Il dibattito al Congresso messicano avviene accanto a discussioni su misure di accompagnamento, inclusa la proposta di scioglimento dell'Istituto Nazionale per la Trasparenza, l'Accesso all'Informazione e la Protezione dei Dati. Mentre i dibattiti legislativi continuano, i legislatori federali, i lavoratori giudiziari e gli studiosi costituzionali stanno guardando da vicino ai procedimenti per vedere come il testo finale affronterà i termini giudiziari, la logistica elettorale e le tutele costituzionali in tutto il sistema giudiziario del Messico.
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