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Il Messico promulga una riforma costituzionale per eleggere tutti i giudici a suffragio universale

Il presidente uscente López Obrador firma il decreto storico dopo un voto parlamentare storico e diffuse proteste.

Di Planet Earth News Wire· Pubblicato 2026-09-03· 4 min read
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Il Messico ha ufficialmente promulgato una riforma costituzionale radicale che richiede che tutti i giudici del paese siano eletti a suffragio universale. Il presidente Andrés Manuel López Obrador ha firmato il decreto il 15 settembre 2024, durante una cerimonia al Palazzo Nazionale. La tempistica della firma è stata significativa, poiché ha coinciso con le celebrazioni del Giorno dell'Indipendenza del Messico. Questo cambiamento rende il Messico la prima grande democrazia al mondo a muoversi verso un sistema in cui ogni livello della magistratura è scelto dal pubblico. La nuova legge stabilisce che più di 7.000 posizioni giudiziarie, che vanno dai magistrati locali ai giudici della Corte Suprema, saranno ora coperte tramite elezioni. In precedenza, queste posizioni venivano ricoperte attraverso un processo di nomina basato su qualifiche professionali ed esperienza. La riforma riduce anche il numero dei giudici della Corte Suprema da 11 a 9 e accorcia i loro mandati a 12 anni. Il primo turno di queste elezioni giudiziarie è previsto per il 1° giugno 2025. Il presidente López Obrador e i suoi sostenitori sostengono che la riforma sia necessaria per estirpare la corruzione all'interno del sistema legale. Credono che, consentendo ai cittadini di votare per i giudici, i tribunali diventeranno più responsabili verso il popolo piuttosto che verso le élite politiche o economiche. Il Presidente ha spesso criticato la magistratura durante il suo mandato di sei anni, sostenendo che molti giudici hanno bloccato le sue politiche per proteggere interessi privati. Ha descritto la nuova legge come una vittoria per la democrazia e la volontà del popolo messicano. Tuttavia, la riforma ha dovuto affrontare intense critiche da parte di esperti legali, politici dell'opposizione e osservatori internazionali. I critici sostengono che eleggere i giudici a suffragio universale potrebbe compromettere l'indipendenza giudiziaria e portare alla politicizzazione dei tribunali. Temono che i candidati possano concentrarsi sulla conquista dei voti piuttosto che sul rispetto della legge o sulla protezione dei diritti delle minoranze. Ci sono anche preoccupazioni che il cambiamento possa rendere i giudici vulnerabili all'influenza di gruppi potenti, inclusa la criminalità organizzata. Il processo legislativo per approvare la riforma è stato segnato da alta tensione e disordini civili. All'inizio di settembre, migliaia di lavoratori giudiziari e studenti sono scesi in sciopero e hanno tenuto massicce manifestazioni a Città del Messico. I manifestanti sono persino riusciti a fare irruzione nell'edificio del Senato, costringendo i legislatori a trasferire la loro sessione in una palestra vicina per completare il voto. Nonostante le interruzioni, il partito al governo Morena e i suoi alleati hanno ottenuto la necessaria maggioranza dei due terzi in entrambe le camere del Congresso. Anche le relazioni internazionali sono state influenzate dalla nuova legge. L'ambasciatore statunitense Ken Salazar ha espresso serie preoccupazioni sul fatto che l'elezione diretta dei giudici potrebbe rappresentare un rischio per il funzionamento della democrazia messicana. Ha suggerito che il cambiamento potrebbe indebolire lo stato di diritto e danneggiare il rapporto commerciale tra Stati Uniti e Messico. Anche l'ambasciatore canadese Graeme Clark ha osservato che gli investitori del suo paese sono preoccupati per il potenziale di incertezza legale sotto il nuovo sistema. La presidente eletta Claudia Sheinbaum, che entrerà in carica il 1° ottobre, ha espresso il suo pieno sostegno al rinnovamento giudiziario. Durante la sua campagna elettorale, ha promesso di continuare le politiche dell'amministrazione uscente e ha esortato gli elettori a dare al suo partito una supermaggioranza per approvare questi cambiamenti costituzionali. Sheinbaum ha rassicurato il pubblico sul fatto che la riforma porterà a un sistema giudiziario più trasparente ed equo. Ha anche respinto le critiche internazionali come interferenza negli affari interni del Messico. I mercati finanziari hanno mostrato segni di nervosismo mentre la riforma procedeva verso l'attuazione. Il peso messicano ha perso valore rispetto al dollaro statunitense durante le settimane di dibattito, riflettendo le preoccupazioni degli investitori sulla stabilità futura del contesto legale. I gruppi imprenditoriali in Messico hanno chiesto normative chiare per garantire che la transizione al nuovo sistema non interrompa il commercio o la crescita economica. Sottolineano che una magistratura prevedibile è essenziale per mantenere gli investimenti esteri. Organizzare la prima elezione giudiziaria nel 2025 sarà una sfida logistica enorme per il governo. I funzionari elettorali devono sviluppare un processo per vagliare migliaia di candidati ed educare il pubblico sulle loro scelte per le varie posizioni giudiziarie. La riforma include la creazione di un nuovo Tribunale di Disciplina Giudiziaria, che sarà anch'esso eletto dal pubblico. Questo tribunale avrà il potere di indagare e sanzionare i giudici accusati di cattiva condotta o corruzione. Questo cambiamento costituzionale rappresenta uno dei cambiamenti più significativi nella struttura del governo messicano degli ultimi decenni. Segnala un passaggio verso una forma di democrazia più diretta che l'attuale amministrazione ritiene darà maggiore potere ai cittadini comuni. Mentre il paese si prepara alle prossime elezioni, il mondo starà a guardare per vedere come il nuovo sistema influenzerà lo stato di diritto. Il successo o il fallimento di questa riforma potrebbero influenzare il modo in cui altre nazioni considerano le nomine giudiziarie in futuro.
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